Complesso Immobiliare di Lido delle Salzare, denominato “il serpentone” citazione in giudizio della Corte dei Conti per il Lazio

Per la vicenda riguarda le palazzine del Complesso Immobiliare di Lido delle Salzare, denominato “il serpentone” citazione in giudizio del Procuratore Regionale della Corte dei Conti per il Lazio

Prosciolti in istruttoria l’ex dirigente all’urbanistica (ad interim) Avv. Giovanni Cucuzza, il funzionario O.P. dell’ufficio urbanistica l’Arch. Pietro Tomei, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Arch. Cosimo Pica, ed i liberi professionisti come, l’ing. Carlo Strassil all’epoca dei fatti direttore dei lavori per la demolizione delle palazzine “A – B – C” e l’arch. Stefano Silvestroni all’epoca dei fatti C.S.E. D.lgs 81/08 per le palazzine “B – C” e non ultimo prosciolto il Geom, Luigi Centore all’epoca dei fatti C.S.E. D.lgs 81/08   per la palazzina “A

ardea abbattimenti le salzare – fotografo: FARAGLIA UMBERTO

Con atto di citazione in giudizio del Procuratore Regionale della Corte dei Conti per il Lazio, dott.ssa Rosa Francaviglia Vice Presidente della Corte dei Conti, ha chiamato in giudizio con accuse tutte da provare dinanzi alla Corte dei Conti per l’udienza del 16 aprile 2019, i presunti responsabili del danno erariale i signori: L’ex sindaco di Ardea, Carlo Eufemi nella misura di € 150.661,84, l’ex sindaco di Ardea Luca Di Fiori nella misura di € 175.455,18, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Arch. Rocca Antonio nella misura di € 75.330,92, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Arch. Luca Scarpolini nella misura di € 664.843,59, il Geom. Responsabile del procedimento Rossi Mauro nella misura di € 163.058,51, l’ex dirigente del servizio finanziario Massimo Lulli 1.247.589,00, l’attuale dirigente del servizio finanziario Cosimo Mazzone nella misura di € 2.834.658,00, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Arch. Bonaventura Pianese nella misura di € 271.584,00, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Arch. Paolo Terribili 509.220,00. Per un totale complessivo di presunto danno erariale superiore ai sei milioni di euro. In questi giorni il Comando Compagnia della Guardia di finanza di Pomezia sta notificando ai presunti imputati la chiamata in giudizio per rispondere di eventuali danni erariali. Mentre, possiamo dirlo, sono stati prosciolti in istruttoria l’ex dirigente all’urbanistica (ad interim) Avv. Giovanni Cucuzza, il funzionario O.P. dell’ufficio urbanistica l’Arch. Pietro Tomei, l’ex dirigente dell’ufficio tecnico Arch. Cosimo Pica, ed i liberi professionisti come, l’ing. Carlo Strassil all’epoca dei fatti direttore dei lavori per la demolizione delle palazzine “A – B – C” e l’arch. Stefano Silvestroni all’epoca dei fatti C.S.E. D.lgs 81/08 per le palazzine “B – C” e non ultimo prosciolto il Geom, Luigi Centore all’epoca dei fatti C.S.E. D.lgs 81/08   per la palazzina “A”. Centore, difeso dall’avvocato Francesco Falco ove tutte le argomentazioni a difesa del proprio assistito sono state accolte in toto dal Magistrato. Sentito telefonicamente il Geom. Centore che ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Ringrazio innanzitutto la Magistratura erariale che ha confermato la mia estraneità ai fatti oggetto di causa. Ringrazio l’Avv. Francesco Falco per l’impegno profuso nell’attività difensionale. Questa vicenda conclude il geometra Centore, rivela come la propria professionalità è stata riconosciuta estranea ai fatti”. Occorre ricordare che i fatti furono posti all’attenzione della Procura della Corte dei Conti dall’allora consigliere comunale e Presidente della Commissione Comunale di controllo e garanzia degli atti Luca Fanco con due specifiche denunce una in data 23.09.2013 e l’altra il 27.03.2014. La vicenda riguarda le palazzine del Complesso Immobiliare di Lido delle Salzare, denominato “il serpentone”. Sostiene la Procura “che i lavori di demolizione di una parte del su indicato complesso immobiliare (tre palazzine) lavori eseguiti in due fasi diverse, dove nella prima fase con sindaco Carlo Eufemi, si demolì la palazzina “A” nella seconda fase furono demolite le palazzine “B – C”. Oltre ad essere state le demolizioni illegittimamente effettuate con la procedura di somma urgenza, inapplicabile nella specie, hanno comportato costi addirittura superiori a quelli normativamente consentiti”. I principi affermati nell’atto di citazione di rinvio a giudizio pongono una serie di considerazioni anche in merito alla vicenda dei 706 ettari fino a due anni fa proprietà demaniale oggi proprietà del comune di Ardea per trasferimento, terre sulle quali insistono abusivamente manufatti a civile abitazione ed attività commerciali, tra l’altro quest’ultime anche senza alcun autorizzazione dell’ufficio commercio, non possedendo il manufatto la legittimità urbanistica in quanto non essendo gli occupanti proprietari del terreno ma semplici occupanti abusivi.