Carpe diem !

 

 

 

 

di Antonella Bonaffini 

Se solo avessimo idea della precarietà della nostra esistenza, sono certa, tutto ciò che ci circonda si tingerebbe di diverso colore. Ci sono due momenti della nostra vita che non riconoscono distinzione alcuna, quello in cui nasciamo e quello che ci vedrà inetabilmente abbandonare. Non so a cosa sia legato questo deleterio tempo, non so a cosa possa essere riconducibile quello che inspiegabilmente un individuo sarà chiamato ad affrontare ma ultimamente, mi capita di riflettere sulla parola morte, perché se mi soffermo, la sofferenza sembra abbia avuto da quello stesso Dio, esplicito mandato a poter indisturbatamente dilagare. Ho visto troppi giovani abbandonare questa vita, bambini afflitti da mali incurabili, sposare prematuramente il cielo, senza avere più lo spazio di giocare e mi domando incredula, se questo disastro non sia semplicemente una reazione di chi creando il mondo, aveva forse creduto di compiere un piccolo miracolo, che oggi la ragione fugge mettendoci in un angolo, vinti dal nostro stesso essere, incapaci persino di respirare. In quale direzione stiamo andando? Il disconoscimento di parametri comportamentali validi, ci ha resi schiavi di un sistema che dubito ci potrà salvare, l’uomo ha volutamente ed inspiegabilmente perso ogni cognizione, ha corso, urlato, quando ancora non era tempo di parlare. Mi chiedo spesso quale sia il senso di questo nostro esistere, se mai guadagneremo quello spazio capace di farci finalmente resettare, il mio cordoglio giunge silenzioso in questa vita, all’individuo umano ed al suo eccepibilissimo operato. Chissà se anche domani, avremo ancora il tempo di pensare.